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Allo scopo di dare concreta attuazione ai principi contenuti nel MEMORANDUM – Per una nuova qualità dei Servizi e delle Funzioni Pubbliche sottoscritto il 6 aprile 2007 da tutte le Organizzazioni sindacali d’intesa con il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la CGIL Funzione pubblica di Palermo ritiene suo compito avanzare un piano di proposte operative per il miglioramento della Pubblica Amministrazione nella specifica realtà culturale, sociale ed economica della città di Palermo.
Investire nella qualità, efficacia, efficienza ed imparzialità della P.A., consentire a tutti i cittadini uguale accesso ai Servizi, significa innescare una inversione di tendenza, diffondere la consapevolezza della legalità e dei diritti di cittadinanza in una città profondamente diseguale, a cominciare dalle disomogeneità territoriali.
Considerato l’incompiuto processo di decentramento attuato con l’istituzione delle otto Circoscrizioni, troppo grandi e disomogenee, municipalità rimaste però scatole vuote, si ritiene necessario mettere a punto una riorganizzazione degli uffici della macchina amministrativa che articoli diversamente tutte le attività decentrabili a due livelli, alla scala di vere Municipalità e alla scala dei quartieri, con l’istituzione degli Sportelli territoriali.
Pertanto la CGIL Funzione Pubblica condividendo l’utilità di individuare forme più idonee di presenza della Pubblica Amministrazione sul territorio, capaci di renderla più vicina ed accessibile a tutti i cittadini e più efficace ed efficiente nell’erogazione dei servizi, avanza la propria proposta di riorganizzazione della P.A. su tre temi ritenuti prioritari:
• Decentramento territoriale dei servizi con miglioramento della qualità ed ampliamento della fascia oraria di erogazione.
• Internalizzazione delle attività con razionalizzazione delle risorse umane, degli investimenti formativi e di aggiornamento e con riduzione degli sprechi.
• Incentivazione dei sistemi di partecipazione democratica della cittadinanza alle scelte della P.A. ed alla verifica del raggiungimento degli obiettivi.
DECENTRAMENTO TERRITORIALE DEI SERVIZI
Le principali strutture di decentramento oggi esistenti sul territorio comunale sono
• URP ( ufficio relazioni con il pubblico) – L. 241/90
• Otto Circoscrizioni - L. 142/90 Regolamento per il decentramento deliberato nel 1996 dall’Amministrazione Comunale (Decentramento di Servizi Sociali e Servizi culturali e sportivi)
Per superare il gap delle “scatole vuote” e razionalizzare l’offerta di servizi alla cittadinanza, -compresa quella “dimezzata”- favorendone l’accesso, occorre selezionare all’interno degli uffici dell’Amministrazione Comunale tutte le attività decentrabili (interamente o a mezzo del collegamento in rete oggi parzialmente esistente) presso le Circoscrizioni o presso nuovi Sportelli Territoriali, individuati per zone omogenee.
Vantaggi :
Presenza capillare dell’Amministrazione sul territorio (il Comune come entità reale e vicina e non più lontana, estranea, astratta) con offerte di servizi più efficaci
Maggiore conoscenza e controllo ravvicinato del territorio da parte del personale della P.A.
Maggiore coinvolgimento dei cittadini sia nell’esercizio dei propri diritti e doveri, che nelle scelte dell’Amministrazione, sia esse piccole che grandi, rendendo possibile l’informazione e la partecipazione a monte e la valutazione a valle (controllo del raggiungimento degli obiettivi della Dirigenza della P.A.).
Il decentramento delle attività potrebbe essere attuato ampliando la fascia oraria di apertura al pubblico delle sedi delle Circoscrizioni e degli Sportelli territoriali: per es. apertura continuativa (0re 7.30–19.30), tale da garantire che i servizi vengano erogati anche nella fascia oraria 13-16.
Ciò comporterebbe notevoli e svariate ricadute positive, quali ad esempio:
• ricadute positive sull’ambiente per diminuzione dello smog e polveri sottili dovute all’intasamento del traffico veicolare che si concentra negli orari di punta;
• ricadute positive su lavoro e famiglia per migliore compatibilità oraria tra l’accesso ai servizi e l’impiego pubblico e privato e le scuole.
In coerenza con quanto fissato nel Memorandum, ciò consentirebbe inoltre l’utilizzazione di fondi effettivamente finalizzati ad un aumento di qualità e quantità dei servizi resi, secondo criteri che potranno essere specificati in seguito (per.es in tema di articolazione dell’orario di lavoro, produttività, etc.).
Nelle pagine seguenti si riportano, in forma di schede, le proposte di riorganizzazione dei principali Servizi della P.A. messe a punto dalla CGIL Funzione Pubblica.
Si precisa che trattasi di una schedatura esemplificativa non esaustiva.
• Scheda N.1
AREA TECNICO - AMMINISTRATIVA (prima parte)
decentramento e internalizzazione delle attività
• Scheda N.2
AREA TECNICO - AMMINISTRATIVA (seconda parte)
partecipazione democratica, individuazione e controllo degli obiettivi
• Scheda N.3
AREA CULTURA
(decentramento e internalizzazione di servizi e attività)
• Scheda N.4
AREA EDUCATIVA SCOLASTICA
(potenziamento dei servizi miglioramento delle strutture
e regolamentazione delle attività)
• Scheda N.5
AREA SERVIZI SOCIALI
(decentramento e internalizzazione dei servizi)
• Scheda N.6
AREA POLIZIA MUNICIPALE
(La sicurezza dei lavoratori come strumento di prevenzione per la salvaguardia e la tutela dei cittadini utenti)
In appendice – Privatizzazioni e/o esternalizzazioni
SCHEDA N.1
AREA TECNICO - AMMINISTRATIVA
decentramento e internalizzazione
delle attività
DECENTRAMENTO - Gli Sportelli Territoriali per l’ampliamento dell’esercizio delle funzioni delegate, andrebbero istituiti capillarmente sul territorio cittadino, in numero pari alle ex unità locali (50). Le attività decentrabili, raggruppate per temi, potrebbero essere le seguenti:
• Sportelli Informazioni/Interfaccia P.A. che riassorbono ed ampliano l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), lo Sportello unico per le attività produttive e commerciali (SUAP), artigianato, agricoltura e attività ricettive ( SUAP- AA.GG.), lo sportello unico per l’Edilizia. Gli Sportelli Territoriali dovrebbero garantire una assistenza guidata alle richieste del cittadino, aiutandolo ad acquisire consapevolezza dei propri diritti e doveri, funzionando al tempo stesso come anelli di congiunzione e smistamento per quanto di competenza degli uffici centrali (vedi l’esperienza dell’ospedale di Emergency a Palermo, che comprende un servizio di prima accoglienza e cura e lo smistamento verso gli ospedali specialistici cittadini)
In particolare gli Sportelli Informazioni/Interfaccia P.A dovrebbero assicurare:
informazioni sulle strutture e compiti degli uffici dell’Amministrazione, comprese le Aziende Municipalizzate;
distribuzione della specifica modulistica predisposta per i vari tipi di istanze (vedi redigenda Carta dei Servizi su Intracom);
accettazione delle istanze e rilascio di certificazioni attualmente centralizzate (certificati di destinazione urbanistica, attesti d’uso, certificati di abitabilità e agibilità, copie conformi di atti amministrativi, licenze commerciali per attività, autorizzazioni uso suolo pubblico, autorizzazioni allo scarico, etc …) previa riorganizzazione degli uffici centrali di supporto, agevolata dalla recente istituzione del protocollo unico e dalla interconnessione telematica di buona parte degli uffici comunali;
rinnovo permesso soggiorno dei migranti, in ossequio a reali principi di eguaglianza ed accoglienza (in eventuale interfaccia telematica con la Questura);
informazione sulle iniziative ed attività culturali promosse dall’Amministrazione su tutto il suo territorio, con distribuzione di deplians, e vendita biglietti e abbonamenti;
informazioni sulla rete dei mezzi di trasporto pubblico, sulle condizioni degli abbonamenti, con postazione decentrata vendita biglietti e tessere, distribuzione delle mappe della città con le linee di trasporti, etc…. ; informazioni sulla suddivisione della città in zone blu e rilascio PASS; informazioni e mappe sulle eventuali piste ciclabili e sulle postazioni per l’affitto di mezzi di trasporto ecologici (ciclomotori e biciclette elettriche,….);
accettazione reclami, richieste e segnalazioni del cittadino-utente sull’erogazione dei servizi pubblici e loro inoltro agli uffici competenti.
• Sportelli Interattivi Manutenzione e Salvaguardia del territorio, improntati a principi di efficacia, efficienza e credibilità della P.A., dovrebbero assicurare:
l’accettazione richieste di interventi di manutenzione ordinaria sugli alloggi pubblici da smistare direttamente (senza passare dal Settore Patrimonio) al nucleo tecnico operativo presso le municipalità/circoscrizioni (maestranze COIME in decentramento dal servizio Edilizia Residenziale Pubblica dei Settori Manutenzione e Centro Storico )
la raccolta e lo smistamento presso le municipalità-circoscrizioni delle segnalazioni di atti vandalici su manufatti pubblici, con particolare attenzione ai Beni Culturali e agli Edifici Monumentali (decentramento e potenziamento della Polizia Municipale e del Nucleo Speciale per la Tutela dei Monumenti). La manutenzione ordinaria per l’eliminazione immediata dei guasti provocati sui beni di proprietà pubblica, andrebbe attuata dai nuclei tecnici operativi attivati presso le municipalità/circoscrizioni. In particolare laddove trattasi di Beni Culturali, occorrerebbe formare maestranze comunali specializzate guidate da un tecnico dell’Amministrazione architetto o restauratore, previa sottoscrizione di un protocollo di intesa generale autorizzativo con la Soprintendenza. Una Amministrazione vicina e presente, e non cattiva maestra di sciatteria, deve essere la prima a credere nella tutela di ciò che è collettivo.
la raccolta e lo smistamento presso le municipalità-circoscrizioni delle richieste di manutenzione corrente di piccola entità su strade, marciapiedi, uffici pubblici, scuole etc. La manutenzione ordinaria per l’eliminazione immediata dei guasti, andrebbe attuata dai nuclei tecnici operativi attivati presso le municipalità/circoscrizioni (decentramento e potenziamento delle maestranze COIME e del Cantiere Municipale ). Per gli interventi di media entità (manutenzione straordinaria) andrebbe potenziato il sistema degli appalti aperti, da attivare presso ogni Municipalità-Circoscrizione.
La raccolta delle segnalazioni di abusivismo edilizio (decentramento e potenziamento della Polizia Municipale) con immediato protocollo dell’istanza ed inoltro all’ex Settore edilizia Privata (Servizio autorizzazioni edilizie e Servizio Controllo del territorio e condono edilizio)
INTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ - Riduzione delle esternalizzazioni degli incarichi oggi affidati a professionisti o società private e storno di parte delle risorse per premiare le professionalità esistenti all’interno della P.A. per la realizzazione delle opere (aumento del fondo produttività in sede di contrattazione decentrata).
Ad esempio per gli uffici tecnici (Settori OO.PP., Centro Storico, Edilizia scolastica, Manutenzione, Ambiente, Urbanistica) :
• Progettazione e Direzione dei lavori di opere pubbliche da riassegnare in modo più massiccio e capillare alle professionalità interne, previa:
articolazione dei Servizi in piccoli team di progettazione e D.L (architetti, ingegneri, geometri, assistenti alla progettazione, disegnatori);
verifica e investimenti sulle strumentazioni informatiche (computer e programmi) e culturali (biblioteche tecniche in ogni ufficio e abbonamenti alle principali riviste di settore)
verifica della copertura assicurativa per tutti i tecnici impegnati a vario titolo nella realizzazione di OO.PP. (a parità di mansioni stesso tipo di assicurazione delle P.O. e dirigenza)
attivazione di correttivi sui meccanismi di autonomia-responsabilità nella catena gerarchica funzionari/ P.O./Dirigenti, con particolare riferimento alle figure di RUP, progettista, D:L: della recente legislazione in materia di OO.PP., con chiare e specifiche previsioni di compiti e mansioni da inserire nel regolamento Uffici e Servizi, verificandone la compatibilità con il contratto di lavoro; correttivi per individuare nodi/intralci/impedimenti (per es. protocollo interno)
flessibilità oraria legata ai cantieri (
incentivazioni con premialità economiche (incremento del fondo produttività ) per la migliore efficienza dei servizi (rilascio autorizzazioni, ..) e per la maggiore produzione di progetti
soluzione più strutturale (tramite concorsi o contratti) delle problematiche legate alla mancanza o insufficienza di alcune professionalità specialistiche ( per es: ingegneri impiantisti, responsabili della sicurezza nella fase di attuazione di opere pubbliche, assistenti di cantieri di restauro) attualmente risolti con incarichi professionali o consulenze
• Concorsi di progettazione, con giurie esterne qualificate, per i temi di grande rilevanza urbana.
• Protocolli di intesa con altre Amministrazioni (Soprintendenza, Genio Civile, A.S.L., etc…) per l’istituzione di una corsia preferenziale per l’approvazioni dei progetti di OO.PP. (scongiurare i rischi delle perdite di finanziamenti europei) e, ancora più stringenti per l’approvazione delle Perizie di variante, i cui ritardi comportano oneri economici per l’Amministrazione, che si traducono spesso in debiti fuori bilancio.
• Eliminazione dei corsi di formazione inutili e squalificanti e individuazione delle reali esigenze di formazione e aggiornamento del personale con verifica dei tempi necessari (corsi brevi o lunali ) e dei risultati. Per es. per gli uffici dell’area tecnica corsi di:
Disegno automatico – autocad per progettisti e disegnatori; Casap per contabilità per geometri; utilizzazione di internet e sportello di posta elettronica per tutti i dipendenti con computer fascia C e D; Inglese elementare (per l’utilizzazione dei programmi e per l’uso di internet e sportello di posta elettronica) per tutti i dipendenti con computer fascia C e D; aggiornamento legislativo (legislazione OO.PP ) compreso legislazioni specifiche per es (Testo unico beni culturali necessario a chiunque si occupi di restauro, oppure calcolo delle strutture con nuova normativa del Genio Civile) ;
Aggiornamento su problematiche tecniche specifiche per discipline da attuarsi preferibilmente attraverso convenzioni con strutture pubbliche specialistiche locali dello Stato o della Regione: per es. corsi di botanica e recupero dei giardini storici (convenzione con Università/Orto Botanico), corsi di restauro architettonico e recupero delle superfici o delle strutture, etc.. , ( per es il Centro regionale restauro e Conservazione dell’assessorato BB.CC.AA. )
• Aggiornamento tramite partecipazione ai più importanti appuntamenti nazionali di Settore - Convegni Seminari e Fiere –(per es per il Restauro quelli di Bologna, Ferrara e Bressanone). Verifica e controllo dell’utilità della trasferta: obbligo di rendiconto scritto ed esposizione delle principali novità con una giornata di studio per gli altri dipendenti che non hanno goduto della trasferta (controllo più efficace di qualunque scheda di valutazione della Direzione Generale).
• Apprendimento sul campo per comparazione ( misure anti- provincialismo culturale): verificare se esiste la possibilità di attuare esperienze di scambio (mutuate da quelle universitarie tipo Erasmus) con altre Amministrazioni di Enti locali nazionali, per consentire ai dipendenti in trasferta di osservare organizzazione, soluzioni tecniche approntate, modalità esecutive dei servizi resi al cittàadino (veder fare e confrontare potrebbe essere più utile e stimolante di molti corsi teorici)
• ridistribuzione del personale dirigente, delle alte professionalità e delle posizioni organizzative (e loro riduzione in termini di numero e costo) privilegiando i servizi al cittadino e la realizzazione di OO.PP. : oggi inutili raddoppi e sovrapposizioni di compiti.
• verifica del numero di personale precario inutilizzato privo di specifico carico di lavoro (anche se di semplice supporto al personale di ruolo) e privo di qualunque strumentazione (postazione li lavoro ) e assegnazione presso i nuovi Sportelli Territoriali.
• verifica delle attrezzature informatiche in dotazione agli uffici (computer, programmi, stampanti, scanner, plotter) e ridistribuzione individuale in funzione delle effettive attività svolte. Eventuale attivazione di uno Sportello per il recupero di attrezzature informatiche private (computer etc. desueti per iper consumismo) destinate al macero e loro riattivazione ed assegnazione agli uffici per compensarne le carenze (Percorso virtuoso sul piano ambientale con ritorno diretto di risorse per l’amministrazione).
Per gli uffici operativi correlati agli uffici tecnici :
Potenziare risorse economiche e attrezzature per la realizzazione in proprio di interventi di falegnameria, saldatura ….etc e per la manutenzione ordinaria e sostituzione di elementi di arredo degli uffici (porte, persiane, serrande, maniglie, mobili, etc….) effettuate dalla falegnameria e dalle officine del Cantiere municipale
Potenziare risorse economiche, attrezzature e lista dei materiali per gli interventi da effettuare su strade e marciapiedi con maestranze del COIME (prevenire prima che la malattia sia grave )
Potenziare risorse economiche e attrezzature dell’officina meccanica per la manutenzione completa dell’autoparco (Cantiere municipale)
Riassegnare compiti produttivi al Vivaio comunale e non di semplice stoccaggio delle piante acquistate altrove.
SCHEDA N.2
AREA TECNICO - AMMINISTRATIVA
Partecipazione democratica, individuazione e controllo degli obiettivi
Forum di partecipazione civica e di valutazione della qualità dei Servizi :
• Attivazione dei sistemi partecipativi individuati da Agenda 21 locale (avviata dall’Amministrazione in maniera frammentaria e strumentale) come il Forum civico permanente, luogo reale per la discussione e la scelta di strategie condivise; i Forum tematici, per la valutazione delle singole azioni da compiersi; i Forum territoriali, aperti presso le Circoscrizioni/municipalità per la raccolta dati presso gli sportelli territoriali
Il sistema a regime consente l’avvio di un doppio percorso di analisi delle problematiche territoriali e di valutazione dei servizi utile anche in termini di misurazione del raggiungimento degli obiettivi della dirigenza della P.A.. In altri termini consente di mettere in atto un meccanismo di controllo non auto-referenziale, quale è quello attuale.
L’attivazione dei meccanismi partecipativi è legata ad alcuni nodi fondamentali:
1. riorganizzazione delle competenze dei settori dell’amministrazione, secondo i principi della interdisciplinarietà delle azioni finalizzate alla sostenibilità. In particolare è necessario creare un sistema di raccordo tra aree di programmazione economica, sociale e ambientale per lo sviluppo di un meccanismo coerente di pianificazione strategica
2. creazione di una rete di supporto (Forum telematico) all’interno del sito web della Città di Palermo di facile apertura e consultazione, finalizzata anche alla immediata misurazione degli effetti delle attività dell’amministrazione sul benessere dei cittadini
3. avvio di sistemi di collaborazione e confronto con scuole, università, enti ed istituzioni, associazioni per l’approfondimento, la conoscenza e l’informazione e la pianificazione delle tematiche sulla qualità urbana
• Attivazione del nuovo ufficio di Ricerca e documentazione sulla Storia Urbana della Città di Palermo per la promozione della cultura della città e del progetto urbano nonché per l’attuazione di un sistema di scambi di esperienze nell’ambito europeo in materia di elaborazione di Piani urbani di azione/gestione ambientale
L’Ufficio dovrebbe altresì:
1. avviare il monitoraggio costante dello stato ambientale urbano attraverso una puntuale analisi dei dati e dei fattori di pressione, con particolare attenzione alle interazioni tra le differenti problematiche e sull’impatto delle attività antropiche nel territorio
2. promuovere l’apertura di un Ecomuseo urbano, sulla base del filone nordeuropeo prima e poi mediterraneo, per la conoscenza, diffusione e tutela dei valori identitari del territorio
3. favorire l’adozione dei nuovi strumenti di Bilancio ambientale per la verifica dei deficit accumulati sul territorio, del capitale ambientale presente e disponibile, dei costi ambientali delle eventuali trasformazione e modifiche sul territorio Comunale
• riduzione degli sprechi di risorse umane ed economiche attualmente utilizzate nella Direzione per Obiettivi, nel Controllo di Gestione e nella Rendicontazione al cittadino propagandistica- pubblicitaria ( Bilancio Sociale, Carta dei Servizi, Bollettino Informa Palermo, Sito internet del Comune), gestita dall’enorme macchina amministrativa degli uffici: Sviluppo organizzativo/ Risorse Umane, Settore Finanziario, Grandi eventi, Direzione Generale, Gabinetto del Sindaco…….) In particolare occorre semplificare e rimodulare l’attuale gestione della Direzione per obiettivi con ritorno diretto di risorse per l’Amministrazione provenienti dal risparmio di tempo/lavoro dell’intera scala gerarchica della dirigenza e di appositi uffici di controllo (Sviluppo Organizzativo e Settore finanziario) che ogni quattro mesi progettano obiettivi, li rendicontano, li misurano e valutano.
In altre parole, nell’attuale organizzazione si investe più tempo a programmare e controllare che a fare. Meccanismo di controllo autoreferenziale : obiettivi facili, quasi sempre raggiunti, non rispondenti alle esigenze della città e ai compiti degli uffici. Idem per il Controllo di Gestione.
Pertanto occorre attuare una inversione di tendenza per un controllo reale sugli obiettivi programmati dalla Dirigenza e dalla Direzione generale, che dovranno essere illustrati a monte ai cittadini presso le sedi delle Circoscrizioni/municipalità, e verificati presso le stesse sedi a valle con una valutazione dei risultati raggiunti espressa dai cittadini, utenti e fruitori dei servizi. I giudizi sui risultati intermedi potranno essere raccolti presso gli Sportelli Territoriali di Agenda 21(raccolta dati)
**Percorso virtuoso simbolico sul piano ambientale per risparmio di notevoli quantità di carta inutile (schede di programmazione e valutazione individuale degli obiettivi di tutto il personale)
SCHEDA N.3
AREA CULTURA
decentramento e internalizzazione
dei servizi e delle attività
Il progetto culturale intrapreso e portato avanti dalla precedente Amministrazione aveva visto il recupero architettonico e l’attivazione di tre grandi poli di aggregazione culturale - i Cantieri Culturali alla Zisa, lo Spasimo e la Biblioteca multimediale di Villa Trabia per mostre, esposizioni, concerti, danza, cinema, seminari, consultazione di testi, emeroteca e cineteca, pressoché gratuiti – correttamente affiancati dall’attivazione dei primi poli culturali decentrati sul territorio, al servizio della cittadinanza per singole circoscrizioni:
la Biblioteca decentrata di Borgo Nuovo;
la Biblioteca decentrata di Brancaccio;
la Biblioteca decentrata di Pallavicino;
la Biblioteca decentrata di Passo di Rigano.
Questo programma di offerta culturale, tanto più importante e necessario nelle aree più degradate e povere della città, ha subito un consistente rallentamento nell’ultimo quinquennio, caratterizzato dalla politica accentratrice dei “grandi eventi”, sovente a pagamento, rivolti ad una elite economicamente agiata e culturalmente matura, realizzati con una miriade di incarichi esterni a società private. La CGIL FP ritiene indispensabile riprendere il cammino interrotto puntando sui seguenti punti:
crescita dell’offerta culturale gratuita, da realizzare sfruttando le professionalità interne (internalizzazioni) e, solo laddove necessario appoggiandosi a società esterne
decentramento dell’offerta alla scala delle municipalità per colmare l’enorme squilibrio esistente tra i poli centrali e periferici, oggi “parenti poveri”, incrementando il numero e la qualità del servizio delle biblioteche decentrate, da arricchire di funzioni simili a quelle del polo centrale di Villa Trabia (postazioni internet, cineteca, ascolto cd, emeroteca di quotidiani e riviste);
sottoscrizione di protocolli di intesa tra le biblioteche decentrate e le scuole delle circoscrizioni, per l’utilizzazione dei servizi culturali e le attività comuni.
Occorre inoltre articolare il sistema qualificando l’offerta in funzione delle specifiche realtà territoriali: inventare modi capaci di avvicinare alle diverse espressioni della cultura anche la “cittadinanza dimezzata” e non solo la borghesia, partendo da elementi di appartenenza. Per esempio:
CINEMA - realizzare con il concorso dei cittadini del quartiere e delle maestranze comunali il recupero di vecchie sale cinematografiche abbandonate, da affidare in gestione alla circoscrizione e concordare con gli abitanti (attraverso gli Sportelli territoriali di Agenda 21) un programma di proiezioni.
MUSICA - riportare la musica all’aperto nelle strade e nelle piazze (come ancora a Parigi il 14 luglio). Riprendere la tradizione delle passeggiate serali e domenicali (alla Marina, a Villa Giulia, etc…), individuando per le diverse “zone di cittadinanza” luoghi sentiti come collettivi, alternando i generi (musica etnica, neo melodica napoletana e napoletana colta, rock, jazz, lirica, classica). In raccordo con le scuole, il Conservatorio e l’ente teatro Massimo, avviare in contemporanea percorsi di ascolto guidato alla musica.
ARCHITETTURA attivare Sportelli territoriali interconnessi al Centro per la Ricerca e documentazione sulla Storia Urbana della Città di Palermo, con iniziative strutturali e non saltuarie da svolgere con le scuole e l’Università (recuperando ed innovando quanto avviato dalla giunta Orlando con La scuola adotta un monumento). Per esempio visite guidate dei monumenti per gli alunni con gli architetti dell’Amministrazione (iniziative simili agli Itinerari del Serpotta) e con i tecnici dell’Ufficio Centro Storico Direttori dei cantieri di Restauro. Dare spazio a mostre sull’architettura moderna realizzata nelle altre città Europee, come misura di antiprovincialismo culturale
SCHEDA N.4
AREA EDUCATIVA SCOLASTICA
(Asili Nido e Scuole Materne)
Potenziamento dei servizi, miglioramento delle strutture
e regolamentazione delle attività
Nati nell’1989, in notevole ritardo rispetto allo standard nazionale, gli asili nido comunali sono stati oggetto di attenzione dell’Amministrazione nel quinquennio 1993-1997, quinquennio che ha visto l’apertura di nuove strutture, la riqualificazione di quelle esistenti con il dovuto adeguamento alle norme ed alle esigenze educative dell’infanzia, nonché una specifica attenzione alla formazione e professionalità degli educatori e del personale a vario titolo addetto a lavorare nelle strutture didattiche. Questo sforzo per la condivisione di un progetto educativo dignitoso non ha registrato altrettanta continuità dell’Amministrazione negli ultimi cinque anni, nonostante la costanza e buona volontà del personale addetto.
La dotazione degli asili, rapportata alla popolazione di una città di più di 700.000 abitanti, è irrisoria se si considera che il numero delle strutture esistenti sul territorio è stato implementato da 10 asili ai 25 oggi esistenti (15 nuovi asili in 18 anni). A ciò si aggiunga che parallelamente alla realizzazione delle nuove esigue strutture, non sono stati realizzati adeguati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su quelle esistenti.
Ne consegue una evidente penalizzazione del lavoro femminile, una lontananza siderale dalle “pari opportunità” e dal “supporto alla famiglia”, principi affermati almeno su un piano teorico da tutte le amministrazioni nazionali e locali.
La Scuola Materna, negli ultimi 5 anni ha subito gli effetti devastanti di politica confusa e contraddittoria.
Molte insegnanti di scuola materna sono andate in pensione in questi ultimi anni. Le sezioni rimaste vacanti sono state affidate ad insegnanti incaricate che hanno maturato nel tempo giusto diritto alla stabilizzazione.
Entro i prossimi cinque anni il settore scuola materna si svuoterà quasi del tutto perché andrà in pensione almeno l’80% del personale in servizio.
In questi anni, fra chiusure di sezioni, passaggi alle scuole statali e clamorose riaperture, non si è compreso se il Comune di Palermo vuole investire in questo servizio o se invece lo considera in esaurimento.
L’ Istituzione delle unità Educative di Circoscrizione ha separato la didattica dalla pedagogia ed ha individuato tre linee di comando: le Direttrici didattiche, le Pedagogiste e le Esperte dell’area educativa.
Negli ultimi vent’anni la scuola dell’infanzia, sulla scia di importanti nuove correnti psicologiche ed educative, ha compiuto un salto qualitativo straordinario. A ciò si aggiunga un cambiamento nella nostra società che riguarda i costumi, la cultura, l’esser genitori delle nuove generazioni: i nostri bambini hanno necessità cognitive, affettive, relazionali e le famiglie hanno nuove pressanti esigenze. L’Amministrazione Comunale ignora del tutto queste problematiche sociali, non si preoccupa di aggiornare il personale in servizio nonostante le richieste formulate dalle stesse insegnanti.
La scuola dell’infanzia comunale ha assunto lo status di scuola paritaria con la legge n. 62 del 2000. Essa gode di benefici economici elargiti attraverso trasferimenti di fondi statali e regionali nel rispetto del principio dell’unità nazionale del sistema educativo.
Ciò vuol dire che la scuola comunale di Palermo deve attenersi alle direttive ministeriali relativamente all’ordinamento scolastico, ai programmi scolastici, all’organizzazione generale dell’istruzione e allo stato giuridico del personale. Da quanto detto è chiaro che il Comune di Palermo, nel gestire la scuola, si è allontanato molto dalle direttive ministeriali: infatti le scuole materne funzionano quasi tutte a tempo ridotto e non effettuano progetti pomeridiani, a differenza di quanto accade nelle scuole statali.
Ma per ironia della sorte, questa stessa Amministrazione Comunale finanzia progetti pomeridiani nelle scuole materne statali (vedi progetto sulla legalità nel corrente anno scolastico )….
La FP CGIL Pubblica segnala le sotto elencate priorità per migliorare e potenziare l’offerta dei servizi all’infanzia:
• Potenziamento delle strutture esistenti, previa verifica della loro distribuzione territoriale, con priorità da assegnare ai progetti ricadenti in aree totalmente sprovviste del servizio (vedi periferie)
• Efficiente ed efficace programma di ristrutturazione delle strutture architettoniche fatiscenti, con particolare attenzione all’adeguamento alla normativa vigente degli impianti idrici, elettrici, di riscaldamento ed alla manutenzione ordinaria (sostituzione infissi, tinteggiature, etc…)
• Verifica della salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro destinati all’infanzia, con particolare attenzione al rispetto delle norme di igiene e all’adeguatezza degli arredi, sovente antiquati e pericolosi.
• Istituzione di una commissione di controllo che si occupi di verificare lo stato della manutenzione ordinaria e straordinaria degli asili e delle scuole materne, segnalando tempestivamente agli uffici competenti la necessità degli interventi più urgenti.
• Definizione di un regolamento di gestione o protocollo unico che imponga la nomina degli educatori-supplenti a prescindere dal numero di bambini presenti, anche per un solo giorno di assenza.
• Definizione all’interno dello stesso protocollo del numero dei collaboratori, da fissare in rapporto di uno ogni dieci bambini, in aggiunta a quelli destinati alla cucina, ed individuazione delle mansioni di tutti gli addetti alle strutture (pulizia degli ambienti, preparazione dei pasti, attività amministrative, etc…), con eventuale ampliamento della pianta organica per alcuni profili, laddove necessario.
• Gemellaggio con asili nido e con scuole materne di altre città italiane, noti per l’elevata cura delle strutture architettoniche e di arredo per l’infanzia ed attestati a standard di lavoro educativo di livello europeo (da considerare aggiornamento professionale del personale).
SCHEDA N.5
AREA SERVIZI SOCIALI
decentramento e internalizzazione
dei servizi
In questo ultimo anno è stato avviato un complessivo riassetto organizzativo dei Servizi Sociali che ha, di fatto, comportato:
- A) il depauperamento del S.S.P. territoriale operante su base circoscrizionale
- B) il potenziamento dei servizi specialistici centralizzati.
Relativamente ad A) le conseguenze sono state sostanzialmente:
- la drastica riduzione degli AA.SS. operanti all’interno delle Circoscrizioni
- la distribuzione degli stessi sul territorio secondo modalità disomogenee e prive di criteri guidati da logica e trasparenza (in taluni casi n° 1 A.S. per un’intera circoscrizione, in altri 2 o 3 o 4)
- un gravissimo disagio per l’utenza che, improvvisamente, ha visto venir meno un fondamentale riferimento territoriale che già vantava una tradizione più che decennale sia in termini di conoscenza e diffusione della “cultura” del sociale che a livello di prassi operative.
La recente riorganizzazione ha comportato un’ulteriore conseguenza determinata dal fatto che, ciò che in precedenza era di competenza del S.S.P. del territorio, è stato demandato a nuovi servizi specialistici centralizzati senza che si operasse una preventiva verifica delle attività svolte né una chiara definizione di competenze, criteri e procedure, creando quindi ulteriore confusione, sia per gli operatori che per l’utenza, e inoltre gravi disservizi e ritardi.
Al fine di prevedere formule efficienti ed efficaci nel lavoro sociale si ritiene di prioritaria importanza la rinnovata considerazione della dimensione territoriale in ottemperanza alla normativa vigente che prevede una capillare dislocazione dei servizi socio-sanitari al fine di renderli accessibili e fruibili da tutti i cittadini soprattutto di quelli in condizioni di disagio e svantaggio.
La Legge 328/00, che innova le politiche sociali nella sostanza, delinea un sistema integrato di servizi ed interventi definiti e concordati con le diverse parti sociali presenti nel territorio al fine di :
- individuare forme di intervento più aderenti alla realtà
- fornire risposte calibrate ai bisogni multidimensionali dei cittadini promovendone la partecipazione attiva
- attivare un sistema di protezione sociale che si caratterizza, da un lato, per l’universalismo e, dall’altro, per la gamma estremamente diversificata delle prestazioni.
La dimensione territoriale permane, quindi, un valore ed una variabile estremamente significativa e imprescindibile per osservare, orientare, modificare e apportare correttivi; il territorio rappresenta, infatti, il luogo per eccellenza per la comprensione della realtà, dei suoi processi globali, delle sue contraddizioni e il luogo della ricerca delle modalità di ricomposizione del “sapere” e di “autonomizzazione” delle potenzialità dell’individuo, inteso come “essere” ed “essere collettivo”.
Il Servizio Sociale che opera nel territorio è, proprio per la sua collocazione, un punto di osservazione privilegiato della situazione in cui vive la comunità di riferimento, poiché raccoglie sistematicamente dati sui bisogni della popolazione e sulle risorse presenti al fine dir promuovere iniziative e progetti per la creazione di nuovi servizi da far confluire all’interno del “piano di zona” previsto dalla citata normativa.
In considerazione di quanto detto si ritengono condizioni imprescindibili:
- privilegiare nuovamente la dimensione territoriale del lavoro sociale potenziando la presenza degli AA.SS. sul territorio a livello circoscrizionale
- riaccorpare alla dimensione territoriale competenze, in atto demandate ai nuovi servizi specialistici, che in precedenza vi afferivano e che all’interno del territorio hanno una precisa ragione di esistere.
Ciò non di meno, consapevoli della peculiarità di taluni ambiti di intervento regolati da normative di settore (Mediazione Familiare, Spazio Neutro, Mediazione Penale, Affidamento Familiare, Adozioni, Abuso e Maltrattamento ai minori, Disagio psichico), può ritenersi funzionale il mantenimento dei servizi specialistici in atto preposti alle predette tematiche, alcuni dei quali già peraltro esistenti prima dell’ultimo riassetto, eliminando quei servizi che, a seguito di tale riassetto hanno recepito, frammentandole, le competenze in precedenza di pertinenza del Servizio Sociale Professionale operante sul territorio.
Affinché il S.S.P. possa operare secondo criteri di efficacia e di efficienza è indispensabile prevedere:
• la creazione di un Ufficio di Servizio Sociale, con compiti di programmazione e coordinamento, la capillare presenza del S.S.P. del territorio e l’operatività in sottogruppi suddivisi per aree tematiche;
• il riconoscimento della dignità professionale al Servizio Sociale che deve essere dotato degli strumenti necessari, da tempo richiesti (sedi adeguate, automezzi di servizio e abbonamenti al trasporto pubblico, linee telefoniche…);
• la creazione di un sistema informatizzato dei Servizi Sociali e l’istituzione di una banca dati relativa agli utenti, ai bisogni, alle risorse;
• l’ integrazione con i Servizi Sanitari, con le Istituzioni pubbliche e del privato sociale esistenti sul territorio mediante modalità di collaborazione formalizzate;
• la permanenza dei tavoli tecnici per i “piani di zona” per il monitoraggio e la verifica delle attività;
• il potenziamento dei centri sociali polifunzionali esistenti, prevedendo quanto meno l’istituzione di uno di essi per ogni Circoscrizione, al fine di promuovere la partecipazione attiva della comunità di riferimento;
• la garanzia del Servizio di Segretariato Sociale allocato a livello territoriale e svolto, piuttosto che secondo modalità “improvvisate”, in maniera “efficiente ed efficace”, da personale adeguatamente formato e qualificato;
• l’ elaborazione della Carta dei Servizi Socio-Assistenziali e la razionalizzazione delle procedure per l’accesso alle prestazioni;
• la revisione dei Regolamenti Comunali inerenti i servizi sociali in relazione alle indicazioni della L. 328/00.
SCHEDA N.6
AREA POLIZIA MUNICIPALE
La recente interpellanza parlamentare, presentata al Governo Nazionale in data 28 ottobre 2006, ha messo in luce una situazione di grave disagio degli operatori della P.M. di Palermo, che giornalmente si trovano esposti, ad emissioni derivante da traffico veicolare che mettono a rischio la salute degli stessi operatori. L'aver segnalato e reso pubblica una situazione così grave, è diventato per la Funzione Pubblica CGIL, uno stimolo per avviare un percorso, alfine di modificare il sistema di gestione e di governo del territorio e dei servizi ad esso connessi. E’ infatti impensabile, non riconoscere il ruolo centrale, svolto dalla pm in una logica di moderna gestione del territorio. Gli strumenti di pianificazione e di decentramento, vedono nella pm un punto fondamentale di indirizzo e di risposta per la cittadinanza. In primo luogo va rappresentato, per la specificità e per i compiti, svolti dagli operatori della P.M, che va ricercata la condizione di una minore esposizione ai fattori inquinanti,quindi la ricerca di una mobilita’ sostenibile.
La regola prioritaria che norma il tema della mobilita sostenibile, vede la centralità dei servizi di trasporto pubblico. L’uso del mezzo pubblico collettivo diventa strumento di veloce comunicazione all’interno del perimetro urbano e della vasta area, che è rappresentato dal territorio con caratteristiche metropolitane. Trasferire i chilometri percorsi dai cittadini, sui mezzi privati, in chilometri percorsi con l’uso dei mezzi pubblici, rappresenta la strategia vincente per superare l’annoso dramma rappresentato dall’uso del mezzo privato, da parte dei cittadini palermitani. Per abbattere l’emissioni inquinanti bisogna creare le condizioni per garantire un servizio pubblico efficiente, e per far ciò necessita utilizzare mezzi pubblici o collettivi a basso impatto, e farli viaggiare su corsie dedicate, laddove non è consentito il transito al mezzo privato.
L’Amministrazione comunale potrebbe essere la prima azienda a Palermo a riattivare i mobility manager, e ad attivare sistemi di trasporto collettivi per i propri dipendenti. La gratuità dell’utilizzo dei mezzi pubblici va collegata all’intervento economico della Pubblica Amministrazione a sostegno dell’Azienda dei Trasporti in modo da attivare una politica di incentivi virtuosi collegati a risultati funzionali.
L’operatore della polizia municipale, va considerato come uno strumento dinamico del sistema del controllo e della prevenzione.
L’attivazione dei sistemi di telecontrollo diffusi sul territorio cittadino e su una più vasta area, oltre a rappresentare il sistema di controllo, deve essere inteso come sistema di gestione di indirizzo dei flussi veicolari. Ovviamente per rendere questo servizio, vanno attivati strumenti di telerilevamento con dotazione di sistemi centralizzati inseriti in rete, dove diventa assolutamente minimale il ruolo dell’operatore a posto fisso.
Le necessita dei sistemi di controllo statici, devono prevedere la realizzazione di garitte con strumenti di telerilevamento e controllo collegati alla rete centrale, ma vanno previsti tutti quei sistemi di prevenzione a tutela della salute e dell’incolumità degli operatori (garitte con sistemi di abbattimento di polveri sottili ed impianti di condizionamento).
I temi della mobilità sostenibile, devono diventare strumento decentrato in aree omogenee (quartieri), tenendo in considerazione l’esigenze del territorio, creando sempre più servizi decentrati e la singola mobilità interna deve considerare l’ubicazione dei servizi di pubblica utilità e dei servizi collettivi.
All’interno dei quartieri vanno privilegiati i trasferimenti collettivi, soprattutto per quanto riguarda i percorsi casa-scuola, casa-servizi decentrati della P.A. Questo potrebbe essere garantito con l’utilizzo di piccoli bus navetta a basso impatto. In questa logica diventa centrale il ruolo della polizia municipale, presente sul territorio, visto non soltanto come strumento di controllo e di prevenzione, ma soprattutto come strumento di servizio e di indirizzo della gestione della pubblica amministrazione sul territorio. Un continuo contatto con le realtà territoriali, connesso a ruolo di polizia amministrativa, proprio delle nuove funzioni della pm, è quanto pensiamo per poter svolgere un servizio collegato sempre di più al ruolo di una P.A. collegata al territorio ed alle sue esigenze.
Va riconsiderato il ruolo del vigile di quartiere, inteso come strumento del territorio per il territorio. Un rapporto con la cittadinanza di reciproca fiducia.
Appendice
PRIVATIZZAZIONI e/o ESTERNALIZZAZIONI
Lo spazio pubblico è quel luogo della società nel quale si rendono accessibili quei beni primari naturali, quali l’acqua, la salute, l’istruzione, la cultura, che si chiamano, nel dibattito degli ultimi anni, beni comuni.
La produzione e la messa a disposizione, o per dirla meglio, la garanzia del diritto di accesso universale, indipendentemente dalle condizioni di censo e dal luogo di nascita, di questi beni, è infatti indispensabile a garantire il benessere delle persone, ora che è evidente a tutti che non vi è arricchimento individuale sufficiente a garantire l’esigibilità di questi diritti.
I fatti che stanno dietro di noi si sono incaricati di dimostrare come la scelta di esternalizzare alcuni servizi non abbia comportato il raggiungimento nemmeno di quello che poteva sembrare l’obiettivo primario e più semplice da raggiungere: il risparmio.
Abbiamo assistito, infatti, alla consegna di importanti pezzi dell’amministrazione a privati senza che ciò abbia prodotto una riduzione in termini di costi per la collettività.
Le scelte in questi anni fatte, pensiamo alle subdole esternalizzazioni di fatto del sistema dei lavori pubblici, della cultura, ma anche a quelle messe in atto in questi giorni tipo il tentativo di esternalizzare gli asili nido ( a cooperative amiche, quando non familiari, agli autorevoli esponenti della Giunta in carica) o pezzi dei servizi sociali, ma anche a quelli occulti quali consulenze, incarichi, progettazione, sono il frutto certo delle pressioni operate da “certi gruppi” – elettorali, affaristici, quando addirittura non mafiosi - che provocano il passaggio da monopoli pubblici ad oligopoli di privati i cui risultati non appaiono particolarmente brillanti.
Ciò che si è determinato non ci pare possa essere letto attraverso la categoria del miglioramento dell’efficienza e dell’utilizzo ottimale delle risorse: anzi, a fronte di questi obiettivi mancati, si è aggiunto, in molti casi, un incremento della spesa pubblica e di quella sostenuta dall’utente e un ulteriore elemento negativo, in sé ma anche rispetto alla qualità del servizio, legato alla precarizzazione e alla dequalificazione del lavoro.
Sicuramente dannosi per i cittadini e per le loro tasche, oltre che per i loro diritti.
Non solo non ci entusiasma, ma ci pone in una posizione di assoluta contrarietà, l’ipotesi di ridimensionamento dei servizi resi direttamente da parte di un Ente Locale non più gestore diretto dei servizi erogati ai cittadini bensì terminale di una filiera di attività gestite dai privati, anche se in alcuni casi con capitale interamente pubblico, per ottenere fantomatici miglioramenti gestionali e la riduzione dei costi delle prestazioni erogate e del personale.
Le devastanti conseguenze che si potrebbero avere già nel medio termine sono quelli di ridurre il sistema dei diritti universali e di cittadinanza alla stregua di merce, subordinandolo ad inaccettabili logiche di mercato che minerebbero i principi fondamentali d’uguaglianza e di pari opportunità sanciti dalla nostra Costituzione, oltre che di messa in discussione il valore universale dei contratti collettivi.
Per questo motivo assume grande rilievo la contrattazione decentrata, mortificata dalla Giunta Cammarata soprattutto negli ultimi periodi e che ha portato ad una condanna per comportamento antisindacale del Comune di Palermo su ricorso della FP CGIL, volta a realizzare un progetto, ma anche una messa in campo di strumenti di democrazia partecipata, “contrattazione sociale?”, che porti a scelte condivise non solo fra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali, ma che coinvolga, nelle scelte che riguardano la “mission” della Amministrazione, anche il tessuto produttivo della città e le associazioni dei cittadini e dei consumatori, in grado di realizzare migliori servizi ed una Pubblica Amministrazione veramente efficace, efficiente, trasparente e soprattutto garante e dispensatrice di servizi e non di “favori”.
Certo serviranno risorse che in molti casi sono scarse o addirittura inesistenti.
Ma se si vuole davvero ridurre la spesa primaria senza comprimere diritti dei cittadini e dei lavoratori bisogna avere la capacità ed il coraggio di intervenire su fattori della spesa che più si caratterizzano per essere immotivati e costituiscono spesso vera e propria dilapidazione di denaro pubblico che genera, tra l’altro, non di rado, occasioni di illegalità diffusa.
Per questo motivo servirà grande attenzione intervenendo propedeuticamente sui bilanci, ripensando gli stanziamenti, al fine di realizzare risparmi ed economie di gestione; limitando il ricorso alle consulenze esterne ed agli esperti valorizzando invece, le numerose professionalità esistenti nell’Ente; razionalizzando i costi e utilizzando, là dove ne ricorrano le fattispecie, lo strumento dei servizi associati con altri Comuni dell’Area Metropolitana.
In questo nuovo impianto gli aumenti di efficacia e di efficienza dovranno essere perseguiti ricorrendo alle esternalizzazioni solo per le attività no core.
Ovviamente la discussione non potrà essere disgiunta dalle tematiche della stabilizzazione del lavoro precario e dalla reienternalizzazione di alcuni servizi già dimessi o in corso di dismissione.
Pensiamo per esempio ai cantieri comunali, le cui maestranze oggi “in esaurimento” sono invece un “patrimonio” per l’amministrazione: se tutti i piccoli lavori di manutenzione, attività che può essere inclusa fra quelle “core” venissero svolti da quelle maestranze, probabilmente si porrebbe fine ad una macchina clientelare che foraggia numerose ditte individuali “amiche”, e si avrebbe un notevole risparmio sui costi, oltre che una capacità di intervento sicuramente più celere. Se i piccoli lavori di manutenzione di cui avevano bisogno fossero stati svolti direttamente dal Comune, si sarebbe arrivati alla chiusura degli Asili Nido Biondo e Pascoli?
Occorre riconoscere il valore del lavoro svolto dal personale, riaffermando il ruolo prioritario dell’ Ente Locale per lo sviluppo sociale ed economico del territorio attraverso il potenziamento ed il rilancio dei servizi svolti con i propri dipendenti; qualificare la formazione permanente per renderla effettivamente ed efficacemente fattore principale della crescita professionale legata alla qualificazione ed ottimizzazione dei processi organizzativi.
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